Web marketing
Catania
La Sicilia è pronta per accogliere e studiare le nuove strategie di
ottimizzazione: lo sviluppo del web marketing a Catania
Un confronto tra il web marketing a Catania
e quello made in USA. E'l'ultima Google Dance,
l'aggiornamento dei database del motore di ricerca che sembra aver fatto
scomparire, per ora in Usa, migliaia di siti abituati da tempo alle
prime posizioni.
Negli Usa si continua a parlarne su forum e newsgroup dedicati:
centinaia di siti sono scomparsi dalle prime posizioni che occupavano da
anni su Google. Il 17 Novembre scorso ha inizio la Dance del mese, ossia
l'ggiornamento dei database di Google, per concludersi attorno al 21
Novembre. Come sempre è iniziata in google.com per poi continuare nelle
decine di "google nazionali".
Ma questa volta
sembra che la Dance si sia fermata negli Usa, in quanto il nuovo filtro
utilizzato, che doveva eliminare siti spamming (ossia siti, per esempio,
basati su una unica pagina con reindirizzamenti al sito principale,
utilizzati solo per guadagnare le prima posizioni nei motori) è andato
ben al di là del suo compito, declassando centinaia, se non migliaia di
siti, dalle prima posizioni, occupate ormai da diversi anni, verso
"l'inferno" delle posizioni inferiori.
Interpellati, i
vertici tecnici di Google hanno comunicato che è tutto tranquillo, e che
non c'è stato nessun errore; anzi, il filtro sta compiendo il suo
dovere. Questo in via ufficiale, ma qualcosa deve essere successo se la
Google Dance italiana e altre stanno ritardando.
Anche questa volta,
come le precedenti, non si conosce quasi nulla del nuovo filtro di
Google. Si dice che non consideri - per il momento - siti con estensioni
.org e .edu, in quanto la sua principale finalità sarebbe quella di
privilegiare siti ricchi di contenuto a discapito di quelli puramente
commerciali.
Servizi di web marketing a Catania: quali sono i
vantaggi?Si dice anche che
tale nuovo algoritmo non sia stato applicato su tutte le keywords, ma
solamente su quelle maggiormente rivolte all' e-commerce e che risultino
essere tra le più ricercate. Sono stati colpiti soprattutto quei siti
dove la densità di keywords tra le pagine (il numero di volte che si
ripete una data parola chiave) sembrava essere superiore al normale,
come se fosse stata creata apposta per guadagnare posizioni sul motore.
In realtà molti
"siti innocenti" sono stati colpiti.
Le malelingue (e non sono poche) scrivono che l' operazione è stata
messa in atto (non a caso sotto Natale) per costringere i siti di
e-commerce ad utilizzare
Adwords, il sistema di advertising di Google, che permette di
acquistare parole chiavi a pagamento.
Tale interpretazione
può senza dubbio apparire azzardata, ma è un dato di fatto che Google
voglia privilegiare, in misura crescente, siti basati su contenuti e
informazioni. Ad esempio, se un utente cercasse "hosting" si vorrebbero
far apparire nelle prime posizioni siti divulgativi, o anche
commerciali, ma che comunque siano ricchi di informazione.
Tale obiettivo,
ovviamente, non è di semplice realizzazione, soprattutto basandosi su
algoritmi matematici che lavorano in automatico, senza nessun tipo di
intervento umano. Ed ecco perchè, in questa continua ricerca "del
miglior risultato", possono talvolta capitare tali problemi,
assolutamente drammatici per i proprietari di quei siti che si vedono
declassati e che devono una nuova operazione di posizionamento. Non
rimane, a noi utenti italiani, che incrociare le dita, sperando che tali
prove si fermino al di là dell' oceano.
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