Ovvero: qualche
consiglio per capire se chi si ha davanti sarà poi in grado di ottenere
ciò che propone. Uno dei vantaggi che ho
dallo scrivere questi articoli per i-dome.com è rappresentato
dall’opportunità di avere un
feedback da parte dei lettori, uno scambio d’idee ed opinioni sulla
situazione reale del search engine marketing in Italia. Ma, soprattutto,
un’idea chiara del panorama che chi vuole dare visibilità al proprio
sito nei motori di ricerca si trova davanti quando si mette a cercare
una società cui affidarsi. Le domande che più
frequentemente mi sono state poste sono principalmente due:
-
come faccio a capire se chi mi trovo
davanti ha realmente le conoscenze necessarie per darmi la giusta
visibilità sui motori? Come posso capire se rischio di finire nelle
mani di uno spammer che poi magari mi fa bandire dai motori?
-
come capisco se il costo di questo tipo
di servizi è conveniente? Come mai la disparità di prezzi è così
elevata tra aziende che, a prima vista, offrono le stesse cose?
Il Web
Marketing ad Alessandria
La prima delle due
domande è fondamentale, e non sono solo le aziende italiane a porsela.
Lo scorso autunno la società di ricerca statunitense MarketingSherpa ha
pubblicato addirittura una guida su come acquistare i cosiddetti servizi
di "search engine marketing" (ottimizzazione siti, indicizzazione e
posizionamento di questi sui motori, gestione di campagne su motori "pay
per click"), dal titolo "Buyer’s guide to search engine optimization &
positioning services,
fornendo ai lettori preziosi consigli - suggeriti dagli esperti del
settore - su quali punti fare particolarmente attenzione al momento di
valutare le diverse offerte. Il fenomeno dei
cosiddetti "cantinari" (gente che, per arrotondare lo stipendio, si
inventa "search engine marketing specialist" solo perché magari è in
grado di disegnare una pagina html e perché posizionare sui motori non
richiede l’hardware necessario, ad esempio, per gestire campagne di
e-mail marketing, di banner o programmi di affiliazione) è in costante
aumento anche in Italia, nella scia della sempre più elevata richiesta
di servizi di questo genere. Se, da una parte, alcune
di queste persone sono veramente in gamba, di motori ne capiscono e
sanno come trattare i clienti, non mettendo a "rischio spam" i siti di
questi (ma solitamente la loro carriera di "cantinaro" dura poco perché,
come le grandi Web Marketing Agencies li adocchiano, cercano di
portarseli in casa), ce ne sono altre piene d’entusiasmo e di tanta
voglia di fare… ma capaci di arrecare danni assurdi, tanto ai motori
(che, se stanno implementando misure antispam sempre più complicate, è
proprio per limitare i danni di chi ha calcato troppo la mano) che ai
siti dei propri clienti, che non di rado sono messi al bando, con le
conseguenze che ognuno può immaginare sia in termini economici che
d’immagine.
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